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T.A.R. Lazio - Latina n. 257 del 20 aprile 2017

Massima

Carenza di legittimazione del soggetto escluso ad impugnare gli esiti delle successive fasi della gara.

Il soggetto che è stato escluso dalla gara, risulta privo di legittimazione e/o carente di interesse con riferimento alla deduzione dei vizi relativi alle ulteriori fasi della procedura concorsuale, anche di mera natura strumentale, preordinati ad ottenere la riedizione integrale della procedura che può essere perseguita soltanto dall'impresa che non è stata esclusa 

FATTO e DIRITTO

Ritenuto: che con il ricorso indicato in epigrafe la ***** in qualità di impresa concorrente, e la ***** , quale impresa ausiliaria, hanno impugnato la determinazione del Comune di**** n. 245 del 30 maggio 2016, recante aggiudicazione definitiva dell’appalto;

che, con precedente ricorso notificato l’11 febbraio 2016 l’****. aveva impugnato la determinazione del Comune di ***** n. 6 del 12 gennaio 2016 di non ammissione della medesima alle fasi successive della procedura di gara indetta con determinazione n. 55 del 6 marzo 2015 per l’affidamento del servizio di raccolta, trasporto e trattamento dei rifiuti urbani con modalità a porta a porta ed informatizzata e dei servizi di igiene urbana per sei anni, unitamente a tutti i verbali delle sedute di gara e le valutazioni espresse dalla commissione giudicatrice;

Considerato: che, con sentenza 1 aprile 2016, n. 206, resa in forma semplificata ex art. 60 e 74 c.p.a., la Sezione aveva respinto il predetto ricorso avverso l’esclusione della società ricorrente;

che detta sentenza è stata confermata, a seguito di ricorso in appello, con decisione n.5091, emessa in data 5 dicembre 2016 dalla Sezione quinta del Consiglio di Stato;

che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, per difetto di legittimazione ed interesse;

che a seguito del fondamentale e noto arresto dell'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato (sent. n. 4 del 7 aprile 2011) la giurisprudenza si è consolidata nell'affermare che il soggetto che è stato escluso - anche nella misura in cui a tal esclusione abbia prestato acquiescenza - legittimamente dalla gara, risulta privo di legittimazione e/o carente di interesse con riferimento alla deduzione dei vizi relativi alle ulteriori fasi della procedura concorsuale;

che l'accoglimento del ricorso con riferimento al provvedimento di aggiudicazione definitiva non comporterebbe, infatti, l'aggiudicazione dell'appalto in suo favore, ma la ripetizione della gara, e l'interesse strumentale alla rinnovazione della gara può essere perseguito soltanto dall'impresa che non è stata esclusa (explurimis Consiglio di Stato sez. VI, 17 marzo 2014, n. 1308; id. sez. V, 21 maggio 2013, n. 2765; id. sez. V, 19 aprile 2013, n. 2206; T.A.R. Sicilia Palermo sez. II, 28 gennaio 2016, n. 294; T.A.R. Campania Napoli, sez. I, 9 aprile 2014, n. 2028; T.A.R. Abruzzo L'Aquila, 2 aprile 2014, n. 313);

che la legittima esclusione dalla gara priva dunque il concorrente della disponibilità di interessi qualificati, anche di mera natura strumentale, preordinati ad ottenere la riedizione integrale della procedura;

Tale percorso argomentativo, da cui il Collegio non ha ragione per discostarsi, è pertinente al caso di specie, dal momento che – come detto in narrativa - la ricorrente - con sentenza n. 206/2016 pronunciata dall'adito Tribunale e passata in giudicato a seguito della vista sentenza n. 5091/2016 del Consiglio di Stato di rigetto dell'appello proposto dalla  - è stata esclusa dalla gara d'appalto in esame;

che il visto giudicato ha pertanto irrimediabilmente cristallizzato la posizione della ricorrente, quale soggetto estraneo alla gara in contestazione;

che alla luce delle suesposte considerazioni il ricorso va dichiarato inammissibile per difetto di legittimazione ed interesse ai sensi dell'art. 35 comma 1, lett b) cod. proc. amm.

Le spese seguono la soccombenza, secondo dispositivo.

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