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Massima

Variante semplificata ex art. 5 del D.P.R. n. 447/1998 e facoltà  del  Consiglio Comunale di discostarsene

In tema di variante semplificata, ex art. 5 del D.P.R. n. 447/1998, l'eventuale esito positivo della Conferenza di servizi, non è comunque in alcun modo vincolante per il Consiglio Comunale, il quale, siccome organo titolare della potestà pianificatoria, resta pienamente padrone della propria autonomia e discrezionalità, potendo quindi discostarsi dalla proposta di variante e respingerla, senza alcun dovere di motivazione puntuale o “rafforzata”, in quanto l'esito della Conferenza non comporta il sorgere di alcun affidamento, né di aspettative qualificate in capo al proponente.

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Massima

Potere inibitorio su interventi oggetto di DIA

Anche dopo il termine accordato dalla legge per l'inibizione dei lavori o dell'intervento edilizio preannunciati con una DIA l’amministrazione conserva il potere residuale in autotutela di controllo urbanistico - edilizio e sanzionatorio sugli interventi realizzati in violazione della pertinente normativa.

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Massima

Giurisdizione del G.O.  in materia di cittadinanza

La situazione giuridica soggettiva dello straniero richiedente protezione internazionale rientra nel novero dei diritti umani fondamentali, con la conseguenza che la garanzia apprestata dall’art. 2 Cost. esclude che dette situazioni possano essere degradate ad interessi legittimi per effetto di valutazioni discrezionali affidate al potere amministrativo, con giurisdizione  del g.o. su qualsiasi controversia attinente qualsivoglia fase della procedura ( incluso il procedimento volto alla individuazione dello Stato competente all’esame della domanda di protezione internazionale ai sensi del Regolamento UE 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 26.6.2013)

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Massima

Principio su errore di fatto revocatorio

L’«errore di fatto» revocatorio, ai sensi dell’art. 395, n. 4, c.p.c., richiamato dall’art. 106 c.p.a.: a) deve consistere nella pura e semplice errata od omessa percezione del contenuto meramente materiale di atti ritualmente prodotti in giudizio, la quale abbia indotto l’organo giudicante a decidere sulla base di un falso presupposto di fatto; b) deve attenere ad un punto non controverso sul quale la decisione non abbia espressamente motivato; c) deve avere esercitato una valenza causale determinante sulla decisione impugnata.

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Massima

Contratto di affitto di azienda, subingresso nell’autorizzazione amministrativa.

Nell’ambito del procedimento di reintestazione dell’autorizzazione per un posteggio del mercato ittico di un ente comunale, si deve ritenere che l’omessa indicazione, in calce al provvedimento amministrativo, del termine e dell'autorità cui ricorrere, rappresenta solo una mera irregolarità, e non già una illegittimità.

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