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Massima

Presupposti della sanatoria in aree  vincolate 

 

Ai sensi dell'art. 32, comma 27, lett. d) d.l. 30 settembre 2003, n. 269 (" Disposizioni urgenti per favorire lo sviluppo e per la correzione dell'andamento dei conti pubblici") sono sanabili le opere abusivamente realizzate in aree sottoposte a specifici vincoli, fra cui quello ambientale e paesistico, solo se ricorrono congiuntamente le seguenti condizioni: a) si tratti di opere realizzate prima della imposizione del vincolo; b) seppure realizzate in assenza o in difformità del titolo edilizio, siano conformi alle prescrizioni urbanistiche; c) siano opere minori senza aumento di superficie (restauro, risanamento conservativo, manutenzione straordinaria); d) che vi sia il previo parere dell'Autorità preposta al vincolo

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Massima 

Carenza di legittimazione del soggetto escluso ad impugnare gli esiti delle successive fasi della gara 

Il soggetto che è stato escluso dalla gara, risulta privo di legittimazione e/o carente di interesse con riferimento alla deduzione dei vizi relativi alle ulteriori fasi della procedura concorsuale, anche di mera natura strumentale, preordinati ad ottenere la riedizione integrale della procedura che può essere perseguita soltanto dall'impresa che non è stata esclusa 

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Massima 1

Presupposti revocatori ex art. 395  n.6 c.p.c. 

 

Ai fini dell’integrazione del motivo revocatorio di cui all’art. 395, n. 5), cod. proc. civ. devono concorrere, in via cumulativa, i seguenti presupposti:

(i) il contrasto della sentenza revocanda con un’altra precedente avente tra le parti autorità di cosa giudicata sostanziale;

(ii) la mancata pronuncia sulla relativa eccezione da parte del giudice della sentenza revocanda.

 

Massima 2

Oggetto del giudizio di ottemperanza 

Il proprium del giudizio di ottemperanza si risolve nell’interpretazione della sentenza ottemperanda, scomponendosi, invero, la decisione da assumere in tale sede in una triplice operazione logica:

- di interpretazione del giudicato al fine di individuare il comportamento doveroso per la pubblica amministrazione in sede di esecuzione;

- di accertamento del comportamento in effetti tenuto dalla medesima amministrazione;

- di valutazione della conformità del comportamento tenuto dall’amministrazione rispetto a quello imposto dal giudicato.

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Massima

Carattere permanente dell’ illecito edilizio  da manufatto abusivo esclude l’obbligo di una particolare motivazione 

Non sussiste alcuna necessità di motivare in modo particolare un provvedimento col quale sia stata ordinata la demolizione di un manufatto, quando sia trascorso un lungo periodo di tempo tra l’epoca della commissione dell’abuso e la data dell’adozione dell’ingiunzione di demolizione, poiché l'ordinamento tutela l'affidamento solo qualora esso sia incolpevole, mentre la realizzazione di un’opera abusiva si concretizza in una volontaria attività del costruttore “contra legem”.

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Massima

Il diritto al risarcimento sorge solo in caso di illegittimità “sostanziale”.

Ai fini del risarcimento del danno conseguente all'annullamento di un provvedimento dichiarato illegittimo per vizio procedimentale, va distinta l'illegittimità di carattere “sostanziale”, da quella di natura “formale”, in quanto solo nel primo caso il vizio del costituisce titolo per il risarcimento del danno subito dall'interessato, perché risulta comprovata, in modo certo, la “spettanza” del bene della vita da lui fatta valere, e la correlata lesione derivante dal provvedimento illegittimo, che in quella particolare circostanza contrasta in radice con i presupposti normativi per la sua adozione con un determinato contenuto. Per contro, la pretesa risarcitoria non può invece trovare accoglimento qualora il vizio accertato non contenga alcuna valutazione definitiva in ordine al rapporto giuridico controverso, risolvendosi nel riscontro di una violazione del procedimento di formazione del provvedimento, ciò che avviene quando, come nel caso di specie, a seguito all'annullamento dell'atto impugnato, l'Amministrazione conserva intatto il potere di rinnovare il procedimento, eliminando il vizio riscontrato .

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